Perché il colore scelto in negozio, a casa, è un altro colore
Scegli un colore su un campioncino di cinque centimetri, sotto le luci del negozio. Lo fai stendere su quaranta metri quadri di parete e non lo riconosci più: più scuro, più freddo, più verde. Non ti hanno dato il colore sbagliato. È che un colore, da solo, non esiste: esiste solo quel colore, in quella stanza, con quella luce.

LRV: il numero stampato che quasi nessuno guarda
Su ogni cartella colore serio, accanto al nome, c’è una sigla: LRV, Light Reflectance Value. Dice quanta luce quel colore restituisce nell’ambiente, da 0 (nero assoluto) a 100 (bianco puro).
Non è una curiosità da tecnici: è la previsione di come starai in quella stanza. Un colore con LRV 70 rimanda in giro quasi tre quarti della luce che riceve. Uno con LRV 20 se la mangia.
Regola pratica in base all’esposizione
- Stanza a nord, o con una sola finestra piccola: stai sopra LRV 55–60. Sotto quel valore, d’inverno accendi la luce alle tre del pomeriggio. E scegli tonalità con una punta di caldo dentro (beige, sabbia, greige): il nord è già una luce fredda, non serve raffreddarla ancora.
- Stanza a sud, molto luminosa: qui puoi permetterti LRV bassi, anche 25–35, e ottenere quelle stanze profonde che vedi nelle riviste. I bianchi purissimi, invece, con il sole diretto abbagliano e appiattiscono.
- Est: luce bella al mattino, spenta dal pomeriggio. Funziona bene per le camere.
- Ovest: luce calda e forte la sera. I colori caldi diventano molto caldi: tienine conto.
La prova del campione, fatta come si deve

Il campioncino di carta appoggiato al muro non serve a niente. Il modo corretto è questo, e costa venti euro:
- Fai stendere almeno mezzo metro quadro del colore, con due mani, sulla parete vera.
- Fallo su due pareti diverse della stessa stanza — una che prende luce e una in ombra.
- Guardalo al mattino, al pomeriggio e la sera con la luce accesa. Tre stanze diverse, stesso colore.
- Guardalo accanto al pavimento e ai serramenti definitivi, non da solo.
Il bianco non è un colore neutro
Esistono decine di bianchi e nessuno di loro è neutro: hanno tutti una sottotonalità — gialla, rosa, verde, grigia. Su una parete piccola non si vede; su una casa intera diventa il carattere dell’ambiente. Il bianco freddo accanto a un parquet rovere caldo crea uno stacco che dà fastidio senza che tu capisca perché.
Se hai legno caldo, cerca bianchi con sottotono caldo. Se hai grigi, cemento, alluminio, vai su bianchi neutri o freddi.
Il soffitto

Il soffitto bianco lucido rimbalza luce ma segnala ogni imperfezione del cartongesso. Un bianco opaco, o lo stesso colore delle pareti schiarito del 20–30%, fa sembrare la stanza più alta e nasconde i difetti. È un trucco vecchio e funziona ancora.
Il colore è la voce più economica di una ristrutturazione ed è quella che decide come sembra tutto il resto. Vale la pena passarci una settimana in più.
Devi scegliere i colori e non sai come si comporterà la luce delle tue stanze? Con un sopralluogo tecnico mettiamo per iscritto cosa si può fare nel tuo caso. Scrivici oppure chiama lo 030 47087.
