Le altezze giuste in casa: piano cucina, pensili, TV, quadri. Le misure che nessuno ti dice

Ci sono misure che nessuno ti dice e che, sbagliate, si notano tutti i giorni per vent’anni. Il piano cucina due centimetri troppo basso che ti spacca la schiena. I pensili così in alto che il ripiano superiore è decorativo. Il quadro appeso venti centimetri sopra il punto giusto. Sono tutte quote standard, e stanno tutte in una pagina.

Le altezze standard degli elementi di arredo
Misure dal pavimento finito: quelle che si decidono in cantiere e non si cambiano più.

Cucina: 90 cm, ma non per tutti

Il piano di lavoro standard è a 90 cm dal pavimento finito. È una misura pensata su una statura intorno a 1,70 m. Se in casa siete tutti sopra 1,80, portarlo a 92–95 cm costa esattamente zero in fase di progetto e vi cambia la vita: i piedini dei mobili sono regolabili, basta deciderlo prima.

La regola più affidabile: piano all’altezza del gomito meno 10–15 cm della persona che cucina di più.

I pensili vanno a 50–55 cm sopra il piano, quindi base a circa 140 cm. Meno di 50 e ci sbatti la testa quando lavori; più di 60 e l’ultimo ripiano lo usi due volte l’anno.

Tavolo e sedie: 30 cm di differenza

Cucina con piano di lavoro in legno e forni a colonna
Piano di lavoro e colonna forni: le quote si fissano sul disegno, prima che arrivino gli elettrodomestici.

Tavolo a 75 cm, seduta a 45 cm. La differenza tra i due deve stare intorno ai 30 cm: è quella che ti fa stare seduto senza le ginocchia sotto il mento o le spalle alzate.

Attenzione ai tavoli con fascia sotto il piano: se la fascia scende di 8–10 cm, lo spazio per le gambe si mangia e le sedie con braccioli non entrano più.

La TV: più bassa di quanto credi

Il centro dello schermo va all’altezza degli occhi di chi guarda da seduto: intorno ai 110 cm da terra. Sopra il camino, che è la soluzione che piace a tutti, lo schermo finisce a 150–160 cm e si guarda la TV con il collo piegato all’indietro per due ore.

Quadri, specchi, appendiabiti

TV a parete con mensole e quadri in un soggiorno a Brescia
Studentato in zona Ring, Brescia — nostro progetto. Schermo basso, all’altezza dell’occhio da seduti; i quadri allineati alla persona, non al mobile.

Il centro del quadro a 150–160 cm, sempre: è l’altezza dell’occhio di una persona in piedi ed è la regola che usano i musei. Non si allinea al divano, si allinea alla persona.

L’asta dell’appendiabiti a 170 cm per i cappotti lunghi, 100–110 cm per una doppia barra di camicie e giacche.

Porte, corridoi, passaggi

  • Porta interna: luce netta 80 cm, altezza 210 cm. Sotto i 70 cm si passa male con qualcosa in mano.
  • Corridoio: 100 cm è il minimo comodo, 120 cm se ci si incrocia.
  • Passaggio davanti a un mobile: 70 cm liberi. Davanti a un mobile con ante che si aprono, 90 cm.
  • Isola cucina: 100 cm su tutti i lati in cui si lavora; 90 cm è il limite oltre il quale ci si scontra.

Il punto vero

Nessuna di queste quote si può cambiare a lavori finiti senza rifare qualcosa. Le prese, gli scarichi, l’attacco della cappa e i rinforzi nel cartongesso si mettono quando i muri sono aperti: è lì che si decide se la casa sarà comoda o soltanto bella nelle foto.

E vale la pena dirlo: le misure standard sono un punto di partenza, non una legge. La misura giusta è quella tarata su chi ci vive. Ma va decisa prima.


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