Hai quattro mesi. Poi il bonus ristrutturazione scende dal 50% al 36%

Se stai pensando di ristrutturare e hai in mente di partire «il prossimo anno, con calma», questo articolo ti riguarda: rimandare a gennaio, su una ristrutturazione importante dell’abitazione principale, costa 13.440 euro.

Non è una previsione. È il calendario delle detrazioni già scritto nella legge attualmente in vigore.

Cosa succede il 1° gennaio 2027

Quando sostieni la spesaAbitazione principaleAltri immobiliTetto di spesa
entro il 31 dicembre 202650%36%96.000 €
dal 202736%30%96.000 €
dal 2028 al 203330%30%48.000 €
dal 203436%36%48.000 €
Grafico delle detrazioni per ristrutturazione sull'abitazione principale dal 2026 al 2034
Quanto si recupera su 96.000 € di spesa a seconda dell’anno in cui si paga.

Su una spesa piena di 96.000 euro sull’abitazione principale — che è la cifra di una ristrutturazione completa di un appartamento di taglio medio, non un caso limite — il conto è questo: oggi recuperi 48.000 €; da gennaio 2027 ne recuperi 34.560 €; dal 2028, con il tetto dimezzato, il massimo scende a 14.400 €.

Chi aspetta gennaio perde 13.440 euro. Chi aspetta il 2028 ne perde 33.600.

Una precisazione che conta, perché è la confusione più frequente: il 50% vale per l’abitazione principale, cioè quella in cui risiedi e dimori abitualmente. Non è la stessa cosa della «prima casa» in senso fiscale, quella delle agevolazioni sull’acquisto. Puoi aver comprato con le agevolazioni prima casa un immobile che oggi non è la tua abitazione principale: in quel caso l’aliquota è già il 36%.

La cosa che quasi nessuno spiega: conta il bonifico, non la fine dei lavori

Qui sta la parte utile, ed è quella che cambia le decisioni.

Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: il diritto alla detrazione matura nel momento in cui la spesa viene sostenuta, cioè alla data del bonifico. Non alla data di inizio lavori, non alla fine del cantiere, non alla data della fattura.

La prima conseguenza: non devi finire i lavori entro dicembre. Un cantiere che parte a ottobre 2026 e chiude a marzo 2027 accede al 50% per tutta la parte pagata entro il 31 dicembre 2026. Non serve la corsa contro il tempo che tutti immaginano: serve un piano dei pagamenti costruito bene.

La seconda: i lavori a cavallo dei due anni si spezzano. La quota pagata nel 2026 va al 50%, quella pagata nel 2027 al 36%. Sono due detrazioni distinte, ciascuna con la sua aliquota e le sue quote annuali. Quindi quanto anticipi entro dicembre determina quanto recuperi, e vale la pena impostarlo con il tecnico e con l’impresa prima di firmare il contratto d’appalto, non dopo.

Attenzione a una differenza importante: se sei titolare di reddito d’impresa il criterio non è quello di cassa ma quello di competenza, e conta l’ultimazione dei lavori. È una distinzione che ribalta completamente la strategia, quindi va verificata prima con il commercialista.

E naturalmente il bonifico deve essere quello parlante, con causale, norma di riferimento, codice fiscale di chi detrae e partita IVA di chi riceve. Un bonifico ordinario fatto per distrazione non si recupera a posteriori: è uno degli errori più costosi e più banali che vediamo.

Cosa fare adesso, se vuoi rientrare

Quattro mesi e mezzo sembrano tanti. Non lo sono, perché prima di poter pagare qualcosa ti serve una pratica presentata e un’impresa che parte.

  1. Verifica cosa puoi fare davvero. Conformità urbanistica e catastale: se lo stato di fatto non corrisponde alle planimetrie depositate, prima si sana e poi si ristruttura. È il punto in cui si perde più tempo, e chi lo scopre a novembre non rientra.
  2. Definisci l’intervento e presenta il titolo edilizio. CILA, SCIA o permesso di costruire a seconda di cosa fai: i tempi sono molto diversi.
  3. Fai fare i preventivi sullo stesso computo metrico. Non tre preventivi scritti con criteri diversi: lo stesso elenco di voci e quantità, dato a tutte le imprese. È l’unico modo per confrontare prezzi omogenei, ed è anche il documento su cui imposti i pagamenti.
  4. Imposta il piano dei pagamenti guardando il calendario. È qui che si guadagnano o si perdono i tredicimila euro.
  5. Non ridurre tutto alla detrazione. Se l’intervento ha senso, il 50% lo rende molto più conveniente. Se non ha senso, il 50% non lo trasforma in un affare: stai comunque spendendo metà dei tuoi soldi.

Una cautela onesta

Il quadro qui sopra è quello oggi in vigore. Le leggi di bilancio hanno modificato le aliquote dei bonus casa quasi ogni anno, e non è impossibile che quella per il 2027 intervenga di nuovo. Su una cosa però si può ragionare con una certa sicurezza: la direzione degli ultimi anni è di riduzione progressiva, e nessuno sta programmando un ritorno a percentuali più alte. Pianificare contando su una proroga è una scommessa; pianificare sulle regole scritte è una decisione.

E la parte fiscale — chi detrae, come si ripartisce tra comproprietari, cosa succede se vendi l’immobile prima di aver esaurito le quote — va sempre verificata con il tuo commercialista. Noi ci occupiamo di cosa si può costruire e di quanto costa; su come si detrae, l’ultima parola è la sua.

Se vuoi partire dalla situazione reale del tuo immobile, il primo passo è il sopralluogo tecnico con relazione scritta: 350 € + IVA, che vengono scomputati dalla parcella se poi ci affidi l’incarico.


Stai valutando una ristrutturazione a Brescia e vuoi capire se fai in tempo? La verifica preliminare — conformità, titolo edilizio necessario, tempi reali — si fa in poche settimane ed è quella che dice se l’operazione rientra nel 2026. Più si aspetta, meno margine resta. Scrivici o chiama lo 030 47087.