Parquet, laminato o SPC: come si sceglie davvero un pavimento in legno
In showroom sono tutti bellissimi e sembrano tutti la stessa cosa: una plancia di rovere, un campione da tenere in mano, un prezzo al metro quadro. La differenza tra un pavimento che dopo vent’anni si rimette a nuovo e uno che dopo cinque va buttato non si vede dal campione. Si vede dalla sezione.


Le quattro famiglie, in ordine di verità
Parquet massello. Un unico pezzo di legno, da 15 a 22 mm. È l’unico che si può levigare quattro o cinque volte: significa che a fine vita non lo togli, lo rifai. Si muove con l’umidità più degli altri, e va posato con criterio.
Parquet prefinito. Uno strato di legno vero incollato su un supporto stabile. Da 10 a 14 mm complessivi. È il più diffuso oggi, ed è una scelta onesta — ma il numero che conta non è lo spessore totale.
Laminato. Non è legno. È una fotografia ad alta risoluzione di legno, protetta da una resina. Costa poco, resiste bene ai graffi, e quando è rovinato l’unica opzione è sostituirlo.
SPC e LVT. Materiale plastico ad alta densità con finitura stampata. Impermeabile davvero, spessore ridotto, ottimo su riscaldamento a pavimento e in ristrutturazione quando non si può alzare la quota.

Lo strato nobile: il numero che decide tutto
Su un prefinito, la parte di legno vero che vedi e calpesti si chiama strato nobile. Può andare da 0,6 mm a 4 mm, e nel prezzo si sente. Sotto i 2,5 mm non lo puoi levigare: quando si consuma, hai finito. A 3–4 mm hai davanti una o due rilevigature, cioè altri vent’anni.
È l’unica voce che ti conviene chiedere per iscritto, perché due plance identiche all’occhio possono avere strato nobile da 0,6 e da 3,5 mm. Il campione non te lo dice. La scheda tecnica sì.
Se hai il riscaldamento a pavimento
Cambia la logica. Serve un materiale con bassa resistenza termica, quindi spessori contenuti e legni stabili: il rovere si comporta bene, l’acero e il faggio molto meno. Il massello spesso, in questo caso, lavora contro di te: fa da coperta e ti costringe ad alzare la temperatura di mandata per avere lo stesso risultato.
SPC e prefiniti sottili sono nati esattamente per questo. Sulla scheda del prodotto cerca il valore di resistenza termica: deve stare basso, indicativamente sotto 0,15 m²K/W considerando anche il materassino.
Posa flottante o incollata
Flottante significa che il pavimento galleggia su un materassino: si posa in fretta, si può smontare, costa meno. Ma cammina un po’ sotto i piedi e trasmette più rumore ai piani sotto.
Incollata significa incollare la plancia al massetto: silenziosa, stabile, obbligata se hai il riscaldamento a pavimento e vuoi che funzioni. Richiede un massetto in ordine e asciutto, e qui casca l’asino: la posa su un massetto ancora umido è la causa numero uno dei pavimenti che si imbarcano dopo sei mesi.
Le cinque domande da fare in negozio
- Quanti millimetri è lo strato nobile?
- È adatto al riscaldamento a pavimento? Con che valore di resistenza termica?
- La finitura è a olio o a vernice? (l’olio si ritocca a zone, la vernice no)
- Il prezzo comprende posa, materassino, battiscopa e smaltimento del vecchio pavimento?
- Qual è la garanzia, e su cosa vale esattamente?
Il prezzo di un pavimento non lo fa il nome sul catalogo: lo fanno lo strato nobile, il tipo di posa e cosa c’è sotto. È anche il motivo per cui due preventivi sullo stesso identico rovere possono differire del quaranta per cento senza che nessuno stia barando.
Devi rifare il pavimento e non sai se il massetto regge? Con un sopralluogo tecnico mettiamo per iscritto cosa si può fare nel tuo caso. Scrivici oppure chiama lo 030 47087.
